
12 marzo: Gandhi e la Marcia del sale
12 marzo 1930, 95 anni fa Mahatma Gandhi guidò la Marcia del sale.

La marcia del sale
Tra la fine degli anni '20 e l'inizio degli anni '30 del secolo scorso, la produzione di sale in India – nonostante la presenza di grandi miniere e riserve – era notevolmente insufficiente per soddisfare l'intera domanda e, pertanto, la materia prima veniva importata dall'estero. Ovviamente questa situazione portò all'imposizione di una tassa sul sale, con i prezzi amministrati da soggetti esteri e in particolare dal governo britannico.
Fu proprio in questo contesto che Mahatma Gandhi guidò uno degli eventi "più significativi del nazionalismo indiano", la Marcia del sale, con lo scopo di rivendicare – tramite la raccolta di una manciata di sale dalle saline – il possesso di esso al popolo indiano.
Alla marcia, durata ben 24 giorni, presero inizialmente parte 79 discepoli. A questi si aggiunsero poi migliaia di persone che, il 6 aprile 1930, arrivarono sino alle saline di Butan. Qui Gandhi raccolse una manciata di sale, gesto che ogni giorno costava l'arresto a molti nullatenenti indiani, e proseguì la sua marcia – nonostante la reazione della polizia che cercò in tutti i modi di fermare l'avanzata dei manifestanti. Tappa finale della marcia sarebbe dovuta essere le saline di Dharasana, ma Gandhi non vi arrivò. Venne arrestato la notte tra il 4 e il 5 maggio 1930.
Nonostante l'arresto del Mahatma la protesta dei cittadini continuò per oltre un anno, non portando però a nessun risultato concreto. Dopo il rilascio di Gandhi venne infatti convocata una tavola rotonda per negoziare sulla questione della tassa del sale, ma non si raggiunse mai una concessione da parte del Regno Unito.
Fonti: