18 febbraio: Plutone, Clyde Tombaugh scopre il nono pianeta del Sistema Solare

20.02.2025

18 febbraio 1930, 95 anni fa Clyde Tombaugh scoprì Plutone.

La scoperta di Plutone

Plutone non è solo, come lo conosciamo tutti, il nono pianeta del sistema solare e pianeta nano – "corpo celeste di tipo planetario orbitante attorno a una stella e caratterizzato da una massa sufficiente a conferirgli una forma quasi sferica, ma che non è stato in grado di "ripulire o sgomberare" la propria fascia orbitale da altri oggetti di dimensioni confrontabili". Ma è anche uno dei più grandi, per diametro, oggetti transnettuniani – ovvero un corpo celeste appartenente al sistema solare la cui orbita si trova oltre a quella di Nettuno (nella fascia di Kuiper).

Questa idea, dell'esistenza di un pianeta esterno rispetto a quelli noti, era già stata espressa circa un decennio prima della scoperta di Plutone da William Henry Pickering e Percival Lowell. A scoprirlo fu però il 18 febbraio 1930, seguendo le previsioni teoriche e dopo lunghe ricerche, Clyde Tombaugh. Dopo averlo osservato a lungo, la notizia della sua scoperta venne telegrafata all'Harvard College Observatory il 13 marzo 1930. In seguito il pianeta venne ritrovato anche in alcune fotografie risalenti al 1915.

Nonostante siano passati 95 anni, Plutone non è mai stato esplorato. La Voyager 1, lanciata nel 1977, avrebbe potuto osservarlo da una distanza ravvicinata ma ciò avrebbe precluso l'osservazione di Titano che era la missione principale della missione. Nessun altro tentativo venne però fatto. Nel 1992, NASA provò a sviluppare la missione Pluto Kuiper Express che però venne annullata nel 2000. Nel 2001 invece venne avviata la missione New Horizon, grazie alla quale la sonda New Horizon effettuò un sorvolo ravvicinato del pianeta. Questa non riuscì ad entrare nella sua orbita, ma fornì informazioni certe sulla conformazione fisica del pianeta e sulla sua atmosfera.


Plutone, il pianeta nano

Sin da subito apparve chiaro che Plutone fosse un pianeta "anomalo". La sua orbita era molto diversa da quella degli altri pianeti del nostro Sistema Solare e le sue dimensioni molto ridotte. Sino alla fine del XX secolo però continuò ad essere definito a tutti gli effetti il nono pianeta del sistema solare.

Tutto iniziò a cambiare nel 2001, quando sul New York Times apparve una notizia secondo la quale il Rose Center for Earth and Space aveva tolto Plutone dal suo planetario.

Tra il 2002 e il 2004 vennero poi rinvenuti alcuni oggetti della fascia di Kuiper e alcuni oggetti celesti come Cerere, Pallade, Giunone e Vesta persero lo status di pianeta. La riconsiderazione di Plutone iniziò invece nel 2005 con la scoperta di Eris, un oggetto transnettuniano avente le stesse dimensioni di Plutone.

Nel 2006 Plutone venne definitamente riclassificato come pianeta nano, in quanto non soddisfaceva la terza caratteristica imposta dall'UAI per il riconoscimento di un pianeta – "deve essere in orbita attorno al Sole; deve avere una massa sufficiente affinché la sua gravità possa vincere le forze di corpo rigido, cosicché assume una forma di equilibrio idrostatico (quasi sferica); ha ripulito le vicinanze intorno alla propria orbita".

Questa decisione causò il malcontento di molte persone e istituzioni, così nell'agosto 2008 un gruppo di scienziati si riunì alla Johns Hopkins University e avviò una discussione – che non raggiunse mai un consenso unanime – sulla definizione di pianeta da parte dell'Unione astronomica internazionale.

In ogni caso nel marzo 2009, l'Illinois – patria di Clyde Tombaugh – approvò una legge con la quale si ristabiliva lo status effettivo di pineta per Plutone



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