
22 gennaio: Andrej Sakharov, l'arresto dello scienziato sovietico e attivista per i diritti civili
22 gennaio 1980, 45 anni fa il fisico, attivista e Premio Nobel Andrej Dmitrievič Sakharov venne arrestato in quanto sostenitore di una manifestazione contro l'entrata in guerra delle truppe sovietiche in Afghanistan.

Biografia: tra scienza e diritti civili
Andrej Dmitrievič Sakharov nacque a Mosca nel 1921. Dopo aver conseguito un dottorato in matematica e fisica nel 1947, Sakharov si occupò di una serie di ricerche sull'astrofisica applicata e sulla fusione nucleare. Tra il 1948 e il 1953 prese poi parte alla sperimentazione delle prime bombe termonucleari e venne assunto come coordinatore di un gruppo del gruppo di fisici che tra il luglio e l'agosto 1971 creò la Bomba Zar – il più importante ordigno ad idrogeno mai creato. Altra importante risultato da lui raggiunto fu anche la correzione della teoria della relatività di Einstein nel 1967. Tra il 1957 e il 1958, durante il suo periodo all'accademia delle Scienze dell'unione Sovietica, contestò inoltre alcuni esperimenti nucleari a scopo bellico e nel 1970 fondò il Comitato per i diritti civili prendendo le difese, in particolar modo, dei dissidenti e dei perseguitati dal regime sovietico. Fu proprio in questo anno che iniziò infatti ad occuparsi sempre di più di attivismo politico, sia sostenendo i prigionieri e seguendone i processi sia esortando il governo a far rientrare i tatari di Crimea deportati nel 1944 e ad autorizzare i sovietici di origine tedesca della regione del Volga ad emigrare in Germania Ovest e a riconoscere le colpe dell'URSS nel massacro di Katyn'. Da allora in Russia venne considerato come dissidente e perseguitato. Dall'latra parte però il suo impegno in favore dei diritti civili gli valse il Premio Nobel nel 1975.
L'arresto
Nonostante il suo dissenso verso il Governo vigente in Russia, Sakharov non era ami stato arrestato né esiliato dal Paese. Questo perché il Governo sentiva di avere le mani legate davanti ad una figura tanto autorevole a livello mondiale. Qualcosa però cambiò nel 1980. Dopo l'annuncio di Brežnev ad intervenire militarmente in Afghanistan, si diffusero nel Paese numerose manifestazioni contro l'entrata in guerra delle truppe sovietiche. Fu proprio in occasione di una di queste che Sakharov, forte sostenitore di tali manifestazioni, venne arrestato e rinchiuso nell'ospedale psichiatrico di Gor'kij. Una volta riabilitato venne rilasciato nel 1986. Nel 1989 divenne deputato, ma purtroppo morì nel dicembre dello stesso anno all'età di 68 anni.
In sua memoria sono stati dedicati negli anni premi e centri che ne ricordano non solo l'eccellenza in ambito scientifico, ma anche e soprattutto il suo lavoro a favore dei diritti civili: Premio Sakharov per la libertà di pensiero (dal 1988); il Sakharov Freedom Award (dal 1980); il Centro Sakharov a Mosca (1996 - 2023), dedicato alla vita dei dissidenti e alla vita dello scienziato; un Cippo al Giardino dei Giusti di Milano (2003).
Fonti: