3 febbraio: Desmond Tutu, primo vescovo anglicano nero di Johannesburg

04.02.2025

3 febbraio 1985, 40 anni fa l'attivista sudafricano Desmond Tutu divenne il primo vescovo anglicano nero di Johannesburg.

Biografia: tra teologia e politica

Nato a Klersdorp il 7 ottobre 1931, all'età di 12 anni, Desmond Tutu si trasferì a Johannesburg insieme alla sua famiglia. Qui frequentò la Pretoria Bantu Normal College e successivamente, seguendo le orme del padre, iniziò ad insegnare presso la Johannesburg Bantu High School. Mantenne il suo incarico sino al 1957 quando, a seguito dell'approvazione del Bantu Education Act – legge segregazionista che legalizzò diversi aspetti dell'apartheid, tra cui la separazione razziale delle strutture scolastiche –, decise di dimettersi e riprendere gli studi.

Nel 1960 venne poi ordinato sacerdote anglicano e cappellano dell'Università di Fort Hare, una delle poche università per studenti neri del Sudafrica.

Tra il 1962 e il 1966 Tutu si trasferì a Londra, dove conseguì il Bachelor e il Mster in Teologia al King's College. Studi questi che gli furono utili al suo rientro in Sudafrica, dal 1967 al 1972, per evidenziare le condizioni in cui era costretta a vivere la popolazione nera.

Nel 1972, dopo essere ritornato nel Regno Unito, venne nominato vice – direttore del Fondo per l'Educazione Teologica del Consiglio Mondiale delle Chiese.

Infine, nel 1975 decise di ritornare definitivamente a Johannesburg. Qui, nel 1985 divenne il primo vescovo anglicano nero della Cattedrale di St. Mary.

Nel corso della sua vita, oltre alla teologia, Desmond Tutu fu attivo anche in ambito politico divenendo negli anni '80 uno dei massimi oppositori dell'apartheid. Lottò a lungo anche per la difesa dei diritti umani e degli oppressi, e per la sconfitta dell'AIDS, della tubercolosi, della povertà, del razzismo, del sessismo, della transfobia e dell'omofobia.

Tra le opere politiche da lui perseguite vi sono: il boicottaggio economico del Sudafrica (1976); critica agli abusi dei diritti umani nello Zimbabwe; appoggio a Gene Robinson, primo vescovo gay della Chiesa episcopale degli Stati Uniti d'America (2005); critica alle detenzioni senza processo (2005); lotta contro l'approvazione della legge che prevedeva l'ergastolo per gli omosessuali recidivi voluta dal presidente ugandese Yoweri Museveni (2014); appoggio all'approvazione dell'eutanasia (2016). La più importante rimane però sicuramente la lotta all'apartheid che gli valse, nel 1984, il Premio Nobel per la pace per il suo "ruolo come figura unificante nella campagna per risolvere il problema dell'apartheid in Sudafrica", nel 1999, il Sidney Peace Prize per la guida della Commissione per la verità e la riconciliazione – tribunale straordinario istituito dopo la fine della segregazione razziale.

Desmond Tutu è morto il 26 dicembre 2021



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