31 gennaio: Bomba ad idrogeno, Truman annuncia il sostegno al progetto della Bomba H

01.02.2025

31 gennaio 1950, 75 anni fa il presidente statunitense Harry. S. Truman annunciò il suo sostegno allo sviluppo della bomba ad idrogeno.

Storia della bomba ad idrogeno

A meno di un anno dal lancio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, nell'aprile del 1946 il fisico ungherese Edward Teller sostenne, durante un incontro scientifico a Los Alamos (Messico), la possibilità di poter costruire una bomba ad idrogeno. E nel 1950, nonostante molti si dicessero scettici o contrari alla sua costruzione per motivi etici, il presidente Truman autorizzò l'avvio di un programma per la costruzione della bomba ad idrogeno.

Sotto la guida di Teller un gruppo di scienziati si radunò a Los Alamos per lavorare sul progetto, riuscendo a sperimentare la bomba H – altro nome con cui viene chiamata la bomba ad idrogeno – il 1 novembre 1952.

Negli anni successivi altre potenze seguirono la scia degli Stati Uniti sperimentando questo tipo di bomba ed eseguendo diversi test nucleari: Unione Sovietica (1953); Regno Unito (1957); Cina (1967); Francia (1968); India (1998).


Caratteristiche e danni

Prodotta essenzialmente con l'obiettivo di utilizzare meno materiale fissile rispetto ad una testata a semplice fissione, ottenendo la stessa potenza, la bomba ad idrogeno è un "ordigno esplosivo a due stadi, cioè un assemblaggio che contiene una bomba a fissione montata insieme a un fusto contenente un preparato a base di isotopo dell'idrogeno". L'energia necessaria all'innesco della fusione nucleare, ovvero quel processo che viene innescato portando l'idrogeno a "temperature dell'ordine di molti milioni di gradi centigradi e da pressioni altissime", viene fornita dalla bomba atomica.

Nel classico tipo a fusione progettato da Teller e Stanisław Ulam la fissione è inoltre provocata da "una bomba ad implosione e in più è presente un involucro esterno costituito da un cilindro di uranio 238 contenente il solido composto da litio e deuterio oltre a una canna vuota di plutonio 239 posta al centro del cilindro. La necessaria separazione tra la bomba a fissione e il cilindro è permessa da uno scudo in uranio 238 e da una schiuma che riempie in sicurezza gli spazi vuoti rimasti". Una volta che la bomba viene fatta brillare in meno di 60 ns avvengono una serie di eventi complessi: i raggi X riscaldano l'intero nucleo e le protezioni prevengono una detonazione prematura; si verifica un forte aumento di pressione che comprime il deuterio solido; inizia un processo di fissione nella canna di plutonio, che provoca l'emissione di radiazioni e di neutroni;

l'urto fra questi neutroni e il litio porta alla formazione di trizio; si verifica la fusione; si verifica la fissione indotta nei frammenti di uranio 238 interni all'ordigno; le energie prodotte da fissione e fusione si sommano dando vita ad una potentissima esplosione nucleare.

La potentissima esplosione nucleare che si scatena al termine del processo appena illustrato è in grado di provocare danni enormemente maggiori rispetto a quelli provocati dalle bombe atomiche sganciate nel '45. Questo, essenzialmente, per via di 4 fattori distruttivi: onda di calore – fino a 20 milioni °C – nel punto di detonazione; onda d'urto – ovvero il "sottile strato di forte variazione dei campi di pressione, temperatura, densità e velocità del fluido"; emissioni di radiazioni; impulso elettromagnetico – ovvero "le radiazioni elettromagnetiche prodotte da un'esplosione o da un intenso campo magnetico causato dall'Effetto Compton prodotto da un flare solare, che genera un enorme flusso di particelle cariche nell'alta atmosfera, note come elettrojet. Il risultato è un campo elettromagnetico che potrebbe produrre un'alta tensione e danni ingenti tramite cortocircuiti alle reti elettriche, soprattutto ai trasformatori connessi alle più lunghe e moderne reti ad alta tensione che percorrono lunghe distanze est-ovest e viceversa nelle estreme latitudini settentrionali". 



    Fonti:


© 2024 Il lettore curioso - Tutti i diritti riservati.
Creato con Webnode Cookies
Crea il tuo sito web gratis! Questo sito è stato creato con Webnode. Crea il tuo sito gratuito oggi stesso! Inizia